In 15 anni di lavoro nelle comunità rom, ho imparato che il fardello più pesante che le persone portano non è la malattia fisica: è il peso della discriminazione, della povertà, della paura dello sfratto, della preoccupazione per il futuro dei propri figli e della sensazione che a nessuno nel sistema importi. Chiamiamo questo stress. Quando dura per anni, diventa qualcosa di più. Merita di essere nominato, compreso e trattato, senza vergogna.